La statistica,
ha detto qualcuno, è quella cosa per cui se una persona ha due polli e
un’altra ne ha uno, quelle persone hanno un pollo e mezzo a testa.
Boutade a parte, la statistica è, o dovrebbe essere, una scienza
esatta: in fondo basterebbe attenersi a regole precise nella scelta
dei parametri e delle campionature. Invece è ormai diventata la prima
delle scienze inesatte. Soprattutto da quando il Premier di
Giralaruota ha deciso di legittimare le sue scelte di governo
basandosi sui risultati dei sondaggi: in fondo, tutto si può
manipolare, basta spostare una virgola. Qualche giorno fa il
quotidiano sportivo di Torino ha pubblicato i risultati di uno studio
che ha decretato Buffon testimonial ideale tra gli sportivi,
precedendo, nell’ordine, Del Piero, Valentino Rossi, Totti e Cannavaro.
La cosa, di per sé, non rivestirebbe carattere di eccezionalità. Ma,
scendendo nel dettaglio, l’attendibilità del sondaggio diventa
risibile. Innanzitutto, il campione interessato dalla ricerca: mille
persone. Pochine, per poterle considerare rappresentative dell’italico
pensiero. Devono aver pensato “pochi ma buoni”, ma manca
l’informazione sul criterio di scelta dei “buoni”. Poi, i parametri:
la graduatoria finale è stata determinata in base a tre criteri
(notorietà, simpatia, bravura) che suscitano parecchi dubbi:
sorvoliamo sulla simpatia, che ha visto Buffon trionfare con l’89%
dei suffragi. In fondo, per uno che si chiama Buffon, gioca nella
squadra che ha fatto dello “smile” il suo credo, rilascia interviste a
raffica, riempie le riviste “gossipare” con i particolari pruriginosi
della sua vita di coppia, non deve essere stato troppo difficile
aggiudicarsi il primato. Per la cronaca, in questa classifica
parziale, il secondo classificato è Cannavaro: raccomandato da
Cobolli, ancora commosso per la presentazione della “Coppa dei
Campioni”? Nella classifica della notorietà, il Gigi nazionale è al
quarto posto. La vetta della classifica è appannaggio del Pupone di
Porta Metronia, alias pallone d’oro del Grande Raccordo Anulare. La
piazza d’onore è di Del Piero.
Diamo per scontato che essere il marito dell’onnipresente Ilary paghi
più che avere per compagna l’anonima e discreta Sonia. Ma la notorietà
non è sempre un fatto positivo. Anche i coniugi Romano e la Franzoni
sono diventati famosi. E, restando nell’ambito sportivo, la notorietà
si può raggiungere anche sputando contro un avversario o facendo
comunella con un manipolo di ultras per far sospendere un derby senza
motivo. E allora quanto vale questo primato? Last but not least, il
parametro che più ci lascia perplessi: quello della bravura. La
classifica qui è sconvolgente: Buffon 2°, Del Piero 19°, V. Rossi 5°,
Cannavaro 16°. Domanda: come si fa a stabilire chi è il più bravo fra
un portiere, una punta, un difensore, un centauro? Vale di più parare
un rigore, mandare una punizione nel sette, stoppare un avversario
lanciato a rete o vincere un Gran Premio? Dov’è l’omogeneità che
dovrebbe essere alla base del giudizio? Non è dato sapere chi siano
gli altri 15 campioni che precedono il capitano bianconero, ma non ci
stupiremmo se tra questi ci fossero nuotatori e piloti di Formula 1.
Ebbene, pur con tutte quelle che a noi sembrano storture, i risultati
di questa ricerca dovrebbero indicare le linee guida ai pubblicitari
nella scelta dei protagonisti degli spot. In pratica, decidere chi
deve fare “plin plin” e chi declamare “laifisnau”. Forse, spendendo
meno, si poteva raggiungere lo stesso risultato sfogliando la
classica margherita o chiedendo in prestito ad Amleto il teschio del
vecchio Yorik….